L’oro della devozione: il nostro restauro de “I Gioielli della Fede” a Sciacca

 

Un’eredità di luce e di fede che attraversa i secoli: l’oro della Madonna del Soccorso si svela come il cuore pulsante dell’identità di Sciacca.   L’evento tenutosi il 27 gennaio 2026 presso il Circolo Garibaldi, dal titolo “I Gioielli della Fede”, ha offerto un’analisi profonda del valore storico, antropologico e artistico del tesoro legato alla Patrona della città. L’iniziativa, promossa dalla FIDAPA in occasione del 400° anniversario della Protettrice, ha delineato come il patrimonio orafo non sia un mero sfoggio di ricchezza, ma una stratificazione di ex voto che documentano secoli di devozione popolare. Attraverso gli interventi istituzionali e tecnici, è emerso come le otto tende che rivestono il simulacro rappresentino una forma di democrazia spirituale, dove preziosi diamanti di origine nobiliare convivono accanto a umili monete donate dai ceti più poveri, unificati dal comune intento della gratitudine per una grazia ricevuta.

Il convegno ha approfondito la genesi di questo tesoro, ricordando le tappe fondamentali della sua costituzione: dalla realizzazione delle corone auree a metà del Settecento — quella per la Vergine nel 1746 e quella per il Bambino nel 1750 — fino alla solenne incoronazione del 1751. Nonostante le perdite subite a causa dei furti durante i moti dell’Ottocento, la comunità ha saputo rigenerare questo patrimonio, come dimostrato dall’episodio del 1906, quando l’oro donato dai fedeli venne fuso direttamente sul sagrato per dare nuova forma alla devozione cittadina. La relazione della Prof.ssa Maria Cettina Di Natale ha permesso di contestualizzare il caso di Sciacca all’interno del più ampio panorama dell’oreficeria siciliana, evidenziando il valore scientifico di tali manufatti.

Particolare rilievo è stato dato alla testimonianza tecnica del restauro condotto nel 2007 da Laura Di Giovanna, Maestro d’Arte e Mestiere. L’intervento conservativo ha richiesto un rigore metodologico estremo, concretizzatosi nello smontaggio di 550 componenti e in una documentazione fotografica di oltre 5.000 scatti, necessaria per preservare l’integrità strutturale e storica delle corone. Il restauro non ha solo ripristinato la lucentezza dei metalli, ma ha garantito la continuità di una memoria identitaria che trova la sua massima espressione pubblica durante le processioni. In conclusione, l’analisi del tesoro della Patrona conferma come l’arte orafa a Sciacca sia indissolubilmente legata alla storia collettiva, fungendo da cronaca tangibile di eventi storici, sociali e spirituali che continuano a definire il profilo culturale della città.